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Inserito il - 04/04/2011 : 23:19:02
Tumore al seno, svolta diagnostica Uno studio apre la via a nuove terapie
I ricercatori dell'istituto nazionale Tumori Regina Elena di Roma hanno studiato l'evoluzione del recettore HER2, associato a un tipo di cancro alla mammella molto aggressivo. Si è scoperto per la prima volta che nel tempo può modificarsi
Si apre una speranza nella lotta contro il cancro al seno. Una novità importante per la cura dei tumori alla mammella arriva dai laboratori dell'Istituto nazionale Tumori Regina Elena di Roma. Una ricerca approfondita ha dimostrato quanto sia importante nel tempo fare ulteriori test per valutare lo status del recettore HER2, proteina associata a un tumore molto aggressivo, anche sul tumore metastatico. Nello studio, pubblicato su 'Clinical Cancer Research', i ricercatori IRE hanno osservato che l'espressione del recettore HER2, dal tumore primitivo alla metastasi, può subire modificazioni sia da negativo a positivo sia viceversa.
Come agisce il recettore. "Nel 25% dei tumori alla mammella è presente sulla cellula tumorale un recettore che dà un impulso alla sua crescita - spiega Marcella Mottolese dell'Anatomia Patologica IRE - . Pertanto i tumori HER2 positivi crescono molto più in fretta rispetto a tumori negativi per il recettore. Esiste un farmaco biologico che ferma questo recettore e impedisce la crescita veloce della malattia. "Il farmaco che blocca questo recettore si usa subito dopo l'intervento o in una fase di progressione della malattia - spiega la dottoressa Mottolese -. Ma la terapia non si può fare quando il recettore non è presente. Si è pensato che il recettore non subisse modificazioni con il progredire della malattia. Con questo studio abbiamo dimostrato in modo inequivocabile che tra il tumore primitivo e quello metastatico della stessa persona, nel 10% dei casi il recettore da negativo può diventare positivo. Questo significa che la cellula nell'evento metastatico subisce delle alterazioni tali che il recettore è presente in una maggior quantità. In questo caso si potrà utilizzare il farmaco biologico".
Ripetere le analisi nel tempo. E' importante a questo punto, nel tumore del seno avanzato, rivalutare la presenza del recettore sulle metastasi, avvalendosi di centri specializzati. In poche parole si è dimostrato che il tumore alla mammella subisce modificazioni durante la progressione . Determinare pertanto, in modo accurato, la presenza di cambiamenti permetterà e di pianificare terapie più mirate. Una dimostrazione importante perché la terapia non si può effettuare quando il recettore non è presente e per questo è importante ripetere le analisi per capire come si è evoluta la malattia. Una percentuale di pazienti potenzialmente non candidabili al trattamento con farmacologico, in fase avanzata di malattia, potrebbero altresì giovarsi del farmaco anticancro.
Questo risultato spiega Alessandra Fabi del dipartimento di Oncologia Medica IRE, "ha una importanza rilevante per il beneficio clinico che le pazienti possono ottenere dall'effettuare un trattamento con il farmaco trastuzumab alla ricaduta di malattia".
Il test su 137 pazienti. "Abbiamo valutato l'incidenza delle variazioni di HER2 tra tumore primitivo e metastasi in una casistica retrospettiva di 137 pazienti trattate chirurgicamente per carcinoma mammario all'Istituto e abbiamo evidenziato che l'espressione di HER2 si modifica in circa il 12% delle metastasi", dice Mottolese.
Il rischio nel latte materno. La scoperta dei ricercatori dell'Istituto Regina Elena coincide con la diffusione di un'altra ricerca in materia. Secondo uno studio preliminare, presentato al Meeting della American Association for Cancer Research in corso ad Orlando, qualche goccia di latte materno può svelare il rischio di una donna di ammalarsi di cancro al seno. Per analizzare le probabilità di ammalarsi basta studiare il Dna delle cellule epiteliali mammarie presenti nel latte materno. "Questo metodo di screening ha il potenziale di fornire una stima personalizzata del rischio cancro seno", spiega la scienziata che l'ha messo a punto, Kathleen Arcaro della University of Massachusetts ad Amherst.
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