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Inserito il - 21/03/2011 : 12:49:05
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Tra le motivazioni le difficolta' nel trovare un lavoro sufficientemente remunerativo e una abitazione.
In Italia quasi le metà degli uomini (47,7%) tra i 25 e i 34 anni abita ancora con i genitori, una quota tra le più alte registrate tra i Paesi del Vecchio Continente. Va invece un po' meglio per le donne, anche se la percentuale rimane elevata (32,7%), ma il confronto con l'Europa vede sempre la Penisola piazzarsi ai primi posti della classifica dei "mammoni" o "bamboccioni". E' quanto riporta il primo numero dell'Osservatorio Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori), pubblicato in questi giorni, nell'articolo di Monya Ferritti 'I Millenials e il lavoro', che fa riferimento ai dati Eurostat del 2008. Guardando all'Eurozona, l'Italia si piazza quinta nella graduatoria maschile e sesta in quella femminile.
Il fenomeno della permanenza di un individuo con oltre 25 anni nella famiglia di origine, si legge sempre nell'articolo, "é sempre più marcato" e costituisce per l'Italia "un nodo critico importante". Basti pensare che nella vicina Francia, le quote dei ragazzi tra i 25 e i 34 anni ancora a casa dei genitori sono molto più basse (13% per gli uomini e 8% per le donne). Per non parlare della Danimarca (2,8% e 0,5%) e, in generale, dei Paesi scandinavi. Per l'autrice sono diversi i fattori che rallentano l'uscita dei giovani dalla casa dei genitori. Tra le motivazioni principali, però, si ritrovano sicuramente gli ostacoli posti dal mercato del lavoro e da quello abitativo. Più in particolare, da una parte la partecipazione all'attività produttiva è rallentata da una formazione più lunga e dall'altra i giovani 'millenialis', 18 anni compiuti dopo il 2000, che "entrano nel mondo del lavoro trovano una situazione molto diversa da quella delle generazioni precedenti. Si è, infatti, irrobustita la barriera in ingresso e la domanda di lavoro è spesso instabile".
SOLO 41,5% GIOVANI DISPOSTO A QUALSIASI LAVORO - Solo il 41,5% dei giovani tra i 18 e i 29 anni si dice disponibile ad accettare qualsiasi tipo di lavoro, una quota che scende al 18% per i laureati. E' quanto riporta nel suo primo numero l'Osservatorio Isfol, pubblicato in questi giorni, nell'articolo di Monya Ferritti 'I Millenials e il lavoro', che riprende i risultati dell'indagine Isfol-Plus 2008 (Partecipation Labour Uneployment Survey). Inoltre l'analisi rileva che quasi il 29,1% rifiuterebbe una proposta che prevede il trasferimento. Non a caso, si legge sempre nella rivista, su dieci under 30 che hanno ricevuto un'offerta, nei 30 giorni precedenti alla rilevazione, quattro hanno rifiutato.
DA AZIENDE STRANIERE PIU' RISORSE PER FORMAZIONE MANAGER - Il 2010 segna una tenuta dei budget per la formazione rivolta ai manager rispetto alla caduta dell'anno precedente. Ciò nonostante, mentre il 30,8% delle multinazionali con sede in Italia ha aumentato i budget, e sono ben il 35,3% quelle con sede centrale all'estero che prevedono una crescita delle risorse, tra le imprese nazionali solo il 21,2% ha fatto altrettanto. E' quanto riporta il primo numero dell'Osservatorio Isfol nell'articolo 'Il sistema della formazione manageriale oltre la crisi' di Elio Borgonovi, Salvatore Garbellano e Mauro Meda. I risultati arrivano da un'indagine condotta dall'Associazione italiana per la formazione manageriale (Asfor) denominata 'Osservatorio Learneng' (svolta tra il settembre del 2009 e il giugno del 2010).
BOOM DOMANDE SOSTEGNO E BONUS IN 2009, +17% A 6,9 MLN - Quasi 6,9 milioni di dichiarazioni presentate nel corso del 2009, nel pieno della crisi, per richiedere prestazioni agevolate: dall'assegno per nuclei familiari con almeno tre figli, all'assegno di maternità per le madri prive di assicurazione, dalle borse di studio al bonus elettrico e alla carta acquisti, dai libri agli asili nido. Sono i numeri contenuti nell'ultimo rapporto Isee 2010 (l'Indicatore della situazione economica equivalente), della Direzione generale per l'inclusione e i diritti sociali del ministero del Lavoro e delle politiche sociali realizzato in collaborazione con il Cer (Centro Europa Ricerche) e l'Inps. Numeri record: i 6,9 milioni di cosiddette Dsu, Dichiarazioni sostitutive uniche - sottoscritte per accedere a prestazioni, servizi sociali o assistenziali, a livello nazionale o locale, in rapporto alla situazione economica - sono state un milione in più rispetto al 2008, segnando una crescita che sfiora il 17%. Da quando è stato istituito l'Isee - evidenzia il rapporto - si tratta della cifra più alta e di uno dei maggiori incrementi in termini assoluti del numero di dichiarazioni presentate (solo nel 2004 si era avuta una crescita maggiore). E la popolazione Isee, considerando gli individui coinvolti, supera così i 17 milioni, con un incremento sul 2008 del 10,5%. Il Sud primeggia e in sole quattro regioni - Sicilia, Campania, Puglia e Calabria - si concentrano più della metà delle dichiarazioni, con 3,5 milioni di domande sottoscritte.
RICORDATEVI CHE SONO SOLO PREVISIONI LE CERTEZZE E GARANZIE LE LASCIAMO AI CIARLATANI. GIOCATE CON MODERAZIONE.
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